Approvato il Piano Nazionale per la Mobilità Sostenibile

Parte il Piano per la  Mobilità Sostenibile: stanziati 3,7 miliardi in 15 anni. Alle regioni attribuiti  2,2 miliardi.

Il Governo adotta il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile stanziando 3,7 miliardi. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rende noto che il Piano intende soprattutto rinnovare il parco autobus adibiti al trasporto pubblico locale, investendo in particolare su mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e più moderni.

E’ previsto uno stanziamento da parte dello Stato di 3,7 miliardi di euro in quindici anni, dal 2019 al 2033. Pertanto le risorse del Piano verranno erogate in 3 periodi quinquennali a partire dal 2019, in base a criteri prefissati (che terranno conto ad esempio del numero di passeggeri trasportati e del numero di mezzi circolanti) su tre graduatorie distinte: una per i comuni capoluogo di città metropolitane e Comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto (a cui verranno assegnati limitatamente al primo quinquennio di applicazione 398 milioni di euro); una per i comuni e le città metropolitane con più di 100.000 abitanti (a cui andrà 1,1 miliardi  di euro); una per le Regioni (a cui verranno ripartiti 2,2 miliardi di euro).

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri stabilisce anche che al sud debba andare non meno del 34% delle risorse stanziate. Inoltre le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo concesso, possono essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa.

In questo senso, il ventaglio delle indicazioni più coerenti, con la visione di città sostenibile e competitiva descritta nei riferimenti strategici, è il seguente:

1.Allargare gli spazi per la mobilità dolce: le zone a velocità limitata , le isole ambientali, le aree pedonali, la ciclabilità diffusa. Occorrerà promuovere gli interventi utili a migliorare la sicurezza di tutti gli spostamenti: incremento dei livelli di servizio delle infrastrutture (ampliamento marciapiedi, manutenzione, qualità della progettazione, segnaletica), sviluppo delle misure di traffic calming (dissuasori, rallentatori, rotatorie, chicane ecc.), introduzione di strumenti, tecnologie e soluzioni per gli standard di sicurezza (segnalatori luminosi di velocità, videosorveglianza ecc.), diffusione di una cultura della sicurezza a tutti i livelli (Amministratori, pianificatori, progettisti, utenti della strada, cittadini).

2.Potenziare le infrastrutture dedicate per il trasporto collettivo sia per la penetrazione nelle aree urbane, sia per gli spostamenti interni (metropolitane, tram, ferrovie suburbane, people mover, parcheggi di scambio, corsie preferenziali, corridoi della mobilità…).

3.Rafforzare e diversificare i servizi di trasporto collettivo, sviluppando in particolare i servizi di integrazione intermodale (pianificazione degli orari, attrezzaggio dei nodi di interscambio, integrazioni tariffarie, informazioni in tempo reale, ecc.).  Potenziare e valorizzare la leva dell’intermodalità in particolare per l’uso della bicicletta, attraverso la diffusione di ciclo-stazioni custodite con personale e/o con sistemi automatizzati per l’interscambio bici/bus e bici/treno.

4.Incoraggiare i dipendenti delle Amministrazioni comunali alla mobilità sostenibile con obiettivi ed impegni precisi stabiliti dalle Amministrazioni stesse, facilitando allo stesso tempo l’uso dei mezzi più ecologici (ad es. maggiore disponibilità di parcheggi sicuri per le biciclette nelle sedi di lavoro).

5.Favorire la diffusione delle figure di mobility manager e più in generale lo sviluppo delle politiche di mobility management a tutti i livelli (poli della pubblica amministrazione, poli industriali, poli commerciali e di servizio, aree urbane allargate ecc.) e promuovere la shared mobility per moltiplicare le opportunità di investimento a favore degli operatori del trasporto ed ampliare il ventaglio delle scelte modali per i cittadini.

6.Sviluppare servizi digitali a valore aggiunto sia per gli utenti del trasporto pubblico, sia per gli automobilisti, sia per gli operatori commerciali (trasporto merci, operatori turistici) e ripensare l’organizzazione dei flussi delle merci nelle area urbana, attraverso i modelli avanzati di city-logistics.

Ai singoli comuni le scelte strategiche per la qualità della vita dei cittadini, che anche nelle nostre realtà cittadine devono essere disincentivati all’uso dei veicoli a motore, per la qualità dell’aria ma anche per superare una maleducazione stradale diffusa, l’eccesso di velocità, la scarsa attenzione verso i pedoni ed i cicli,  oltre l’abuso del clacson ( segnalazione acustica) per cui i vigili dovrebbero essere più esigenti.

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